Il sistema scolastico e formativo oggi

Il quadro generale

Al fine di comprendere meglio l'attuale organizzazione dei percorsi scolastici e formativi dopo la terza media, si ritiene utile richiamare, seppur in modo schematico, l’articolazione complessiva del nostro sistema scolastico, strutturato come segue:

Scuola dell'infanzia (per bambini da 3 a 6 anni circa); non obbligatoria.

Primo ciclo di istruzione che comprende due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori della durata complessiva di 8 anni e articolato in:
  • scuola primaria (ex scuola elementare) della durata di 5 anni per alunni dai 6 agli 11 anni circa
  • scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) della durata di 3 anni per alunni dagli 11 ai 14 anni circa
Il primo ciclo si conclude con un esame di stato.

Secondo ciclo di istruzione costituito da due tipologie di percorso tra loro alternative:
La frequenza al primo biennio di entrambe le tipologie di percorso è obbligatoria ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione, fatto salvo quanto previsto per l'apprendistato.
La frequenza al secondo biennio della scuola secondaria di secondo grado consente di rispettare l'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, fatto salvo quanto previsto per l'apprendistato.
La frequenza al terzo anno dei percorsi di IeFP e il raggiungimento della relativa qualifica consentono di rispettare l'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, fatto salvo quanto previsto per l'apprendistato.

Istruzione e formazione superiore che comprende percorsi universitari, di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), di istruzione tecnica superiore (ITS) e di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS). La durata varia a seconda della tipologia di percorso.

Schema riassuntivo del sistema scolastico nazionale

Le novità introdotte dalle riforme del secondo ciclo di istruzione

Dall’anno scolastico 2010/2011 è entrata in vigore la riforma complessiva del secondo ciclo di istruzione (cosiddetta “Riforma Gelmini”) che riguarda sia il sistema scolastico regolamentato da indicazioni normative statali, sia il sistema formativo di competenza regionale.

Ulteriori importanti cambiamenti sono stati introdotti anche a partire dall'anno scolastico 2015/2016, a seguito di una nuova riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (cosiddetta “La Buona Scuola”).

Due sono quindi gli ambiti che occorre conoscere:

La scuola superiore

La scuola superiore (ora scuola secondaria di secondo grado) è stata completamente riorganizzata al fine di allineare la sua impostazione complessiva alle strategie dell'Unione Europea (Lisbona 2000, Europa 2020) che sollecitano l’innalzamento del livello di istruzione e di qualificazione professionale dei cittadini per una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva e competitiva della società.

Un ulteriore obiettivo delle riforme è stato quello di ridurre il numero dei percorsi e superare la frammentazione degli indirizzi.
Si è trattato della prima e completa riorganizzazione della scuola superiore dopo il 1923. Infatti, il mancato adeguamento del sistema scolastico ai profondi mutamenti sociali, economici, tecnologici e culturali intervenuti successivamente aveva costretto a trovare, nel corso del tempo, numerosi adattamenti ai curricoli scolastici per renderli maggiormente rispondenti alle trasformazioni e ai bisogni della società. Tali adattamenti avevano, tuttavia, portato alla diffusione di centinaia di indirizzi e sperimentazioni: 396 indirizzi sperimentali nei licei, 204 indirizzi comprese le sperimentazioni negli istituti tecnici, 27 indirizzi per 5 settori negli istituti professionali (fonte: MIUR).
Il nuovo assetto previsto dalle recenti riforme ha posto fine a questa proliferazione di percorsi, semplificando e dando una maggiore organicità al sistema, anche allo scopo di offrire un panorama dell’offerta formativa più chiaro e quindi facilitare la scelta dei percorsi.
 
In realtà, comprendere il nuovo impianto non è così semplice e immediato, in quanto, accanto all’introduzione di necessarie innovazioni, sono state previste modifiche che non contribuiscono a rendere del tutto chiari e trasparenti i curricoli di alcuni percorsi.
 
In questa sezione della guida si cercherà, dunque, di spiegare, nel modo più semplice possibile, i principali cambiamenti che caratterizzano la nuova scuola superiore.
 
Le novità più importanti che riguardano la scuola secondaria di secondo grado nel suo complesso sono:

  • Durata di 5 anni per tutti i percorsi (istruzione licealeistruzione tecnica e istruzione professionale); pertanto, non esistono più percorsi di ordinamento professionale di durata triennale. Tutti i percorsi consentono l’accesso all’Università, all’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), ai percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS) e di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS).
  • Insegnamento della lingua inglese in tutti i percorsi (istruzione liceale, istruzione tecnica e istruzione professionale) per tutti e cinque gli anni. 
  • Insegnamento in lingua straniera di una disciplina scelta dall’istituzione scolastica nel quinto anno di licei e istituti tecnici (CLIL).
  • Potenziamento delle ore di matematica, fisica e scienze in generale in tutti i percorsi.
  • Riduzione del numero delle ore di lezione in tutti gli indirizzi, con un orario settimanale in genere di 30-32 ore (35 solo per l’istruzione artistica), calcolato su ore di 60 minuti e non più di 50 minuti.
  • Definizione del "profilo culturale, educativo e professionale" per ciascuna tipologia di percorso in cui vengono definiti i risultati di apprendimento al termine dei cinque anni.
  • Maggiore autonomia agli istituti scolastici che possono, fermo restando il monte ore annuo previsto dai piani di studio ministeriali, sia aumentare le ore relative ad una determinata disciplina, sia attivare nuove discipline.
  • Modifica della maggior parte delle denominazioni dei percorsi: molti percorsi, sia di ordinamento liceale, che tecnico, che professionale, hanno cambiato, oltre ai contenuti disciplinari, anche la loro denominazione. Nel caso degli istituti tecnici, per esempio, il percorso di “ragioniere” non esiste più; al suo posto il nuovo percorso è stato denominato "Istruzione tecnica – Settore Economico – Indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing". Nel caso degli istituti professionali, altro esempio, il percorso di “tecnico delle industrie elettriche” è confluito nel percorso di “Istruzione professionale – Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica”.
    Può essere utile, per capire meglio il passaggio dal vecchio al nuovo sistema, consultare le tabelle riportate nelle sezioni della guida dedicate alla illustrazione di ciascuna tipologia di ordinamento (struttura dell’istruzione liceale, struttura dell’istruzione tecnica, struttura dell’istruzione professionale). In tali tabelle è infatti indicato, per ciascun percorso, il corrispondente corso di studio attivo prima delle riforme.
  • Riorganizzazione complessiva dei percorsi e degli indirizzi di studio: l'attuale sistema scolastico di secondo ciclo prevede complessivamente:
    • 6 licei, con 10 percorsi
    • istituti tecnici suddivisi in 2 settori con 11 indirizzi
    • istituti professionali suddivisi in 11 indirizzi


Licei
6 Licei - 10 Percorsi
  1. Liceo artistico
  2. Liceo classico
  3. Liceo linguistico
  4. Liceo musicale e coreutico - Sezione coreutica
  5. Liceo musicale e coreutico - Sezione musicale
  6. Liceo scientifico
  7. Liceo scientifico - Opzione scienze applicate
  8. Liceo scientifico - Indirizzo sportivo
  9. Liceo delle scienze umane
  10. Liceo delle scienze umane - Opzione economico-sociale
Istituti tecnici
2 Settori - 11 Indirizzi
SETTORE ECONOMICO
  1. Amministrazione, Finanza e  Marketing
  2. Turismo

SETTORE TECNOLOGICO
  1. Meccanica, Meccatronica ed Energia
  2. Trasporti e Logistica
  3. Elettronica ed Elettrotecnica
  4. Informatica e Telecomunicazioni
  5. Grafica e Comunicazione
  6. Chimica, Materiali e Biotecnologie
  7. Sistema Moda
  8. Agraria, Agroalimentare e Agroindustria
  9. Costruzioni, Ambiente e Territorio
Istituti Professionali
11 Indirizzi
  1. Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane
  2. Pesca commerciale e produzioni ittiche
  3. Industria e artigianato per il Made in Italy
  4. Manutenzione e assistenza tecnica
  5. Gestione delle acque e risanamento ambientale
  6. Servizi commerciali
  7. Enogastronomia e ospitalità alberghiera
  8. Servizi culturali e dello spettacolo
  9. Servizi per la sanità e l'assistenza sociale
  10. Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico
  11. Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico

L'istruzione e formazione professionale

Anche il sistema di istruzione e formazione professionale di competenza regionale (IeFP) è stato negli anni innovato e, con le riforme della scuola superiore, è stato riconosciuto a pieno titolo come un ulteriore e alternativo canale di scelta nell’ambito del secondo ciclo di istruzione, accanto ai percorsi liceali, tecnici e professionali.
La frequenza ai corsi di istruzione e formazione professionale è utile per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e per l’esercizio del diritto dovere di istruzione e formazione.
 
I percorsi di IeFP hanno una durata triennale, al cui termine deve essere sostenuto un apposito esame per l’acquisizione di una qualifica triennale.
E’ inoltre possibile, non obbligatorio, frequentare anche una quarta annualità, al termine della quale si sostiene un ulteriore esame per ottenere il diploma di tecnico professionale.
 
Con l’ingresso della IeFP nel sistema educativo, sia le qualifiche, sia i diplomi professionali costituiscono titoli di studio validi, quindi riconosciuti - al pari di quelli scolastici - su tutto il territorio nazionale, poiché fanno riferimento a repertori di figure professionali e a standard di competenze concordati a livello nazionale tra le Regioni e lo Stato.
Il loro riferimento ai livelli europei (III° livello EQF per la qualifica e IV° livello EQF per il diploma), li rendono, inoltre, riconoscibili e spendibili anche nell’ambito più vasto dell'Unione Europea.
 
I percorsi di istruzione e formazione professionale possono essere offerti sia dai Centri di formazione professionale (CFP), sia da istituzioni scolastiche.
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